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Importante passi avanti per chiudere il CIE 2022, durante la riunione del 18 ottobre 2023, e contemporaneamente siglare una dichiarazione congiunta fra le parti che definisce un percorso stringente per andare rapidamente alla definizione del CIE 2023, corredato da un pacchetto di strumenti per la valorizzazione professionale per tutto il personale della Ricerca, artt. 53 54 e 15, nonché la possibilità di modificare la distribuzione delle risorse dell’accessorio a partire dal 2023 per incrementare le indennità fisse e ricorrenti, come la IOS e la IdE, e per creare le condizioni per remunerarne altre.

L’obiettivo condiviso è quello di portare a regime la sottoscrizione degli accordi in corso d’anno, a partire da quello del 2024 in modo da potenziare gli strumenti previsti dalla contrattazione integrativa; infine, saranno messe in atto le procedure per rendere concreto il confronto sui piani assunzionali per il personale della ricerca con l’obiettivo di ampliarne l’organico e di procedere all’aggiornamento delle indennità di trasporto strumenti, da troppo tempo ferme.

Inoltre, si è deciso di siglare l’accordo sui benefici socio assistenziali 2023, per il quale si conferma l’impianto dello scorso anno ma con una contrazione delle risorse a copertura delle spese sanitarie a causa dell’aumento del costo della polizza.

Il prossimo 26 ottobre, nel corso dell’incontro programmato con il Commissario straordinario, si procederà alla stipula del CIE 2022 e della Dichiarazione congiunta con la quale l’Amministrazione concorda sulla necessità di recuperare i ritardi accumulati nel corso degli anni, relativamente ai trattamenti accessori e alla valorizzazione professionale, con l’obiettivo di portare a regime la stipula dei contratti integrativi in corso d’anno, a partire dal 2024. La stipula della dichiarazione congiunta rappresenta la condizione necessaria per chiudere il 2022, aprire una nuova stagione contrattuale e di rilancio delle relazioni sindacali.

Nell’incontro di oggi sulla tassazione dei fringe benefit, che grava anche su mutui e prestiti, prevede che, a norme vigenti, sul beneficio derivante dalla differenza tra tasso applicato all’Inail e tasso di sconto medio si applichi una tassazione da lavoro dipendente sulla quota del 50% degli interessi, riducendo quindi il beneficio del mutuo agevolato e costringendo di fatto i lavoratori ad un esborso gravoso ed inaspettato.

Abbiamo chiesto all’Amministrazione un ulteriore approfondimento tecnico sull’applicazione della norma,  anche in relazione a comportamenti diversi messi in atto da altre amministrazioni, e di farsi carico sul piano politico, nell’ambito della legge di bilancio, di trovare soluzioni per azzerare o ridurre al minimo gli impatti negativi sui lavoratori. Nell’esprimere tutta la nostra preoccupazione per le pesanti ricadute sul piano fiscale che la norma in questione può produrre sui lavoratori per cause esterne alle dinamiche contrattuali abbiamo ottenuto una dilazione dei tempi nella attuazione della norma anche per chiedere al Commissario, nell’incontro previsto per il 26 ottobre, un’assunzione di responsabilità rispetto alla problematica. Contestualmente l’Amministrazione si è impegnata a rinviare di 15 giorni gli adempimenti per la presentazione della certificazione del carico familiare finalizzata alla determinazione dell’esenzioni fiscali spettanti ai fini della tassazione del fringe benefit. Infatti, la norma prevede la possibilità di elevare fino a 3mila euro la quota di esenzione della tassazione per i dipendenti con figli a carico che si riduce a 258euro per la restante platea.



 

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